"Prendete una ragazza senza esperienza (...), lontana da casa, che dorme in hotel o sul set. Fatele fare una doppia penetrazione, un fist
vaginale, con contorno di un fist anale, a volte le due cose allo
stesso tempo, una mano nel
culo, a volte due. E ti ritrovi una ragazza in lacrime, che piscia
sangue a causa delle lesioni, e che generalmente defeca sull’uccello
perché nessuno le ha spiegato che occorre farsi un clistere. Ad ogni
modo, non è grave, la merda fa vendere. Dopo la scena (che non hanno il
diritto di interrompere, tanto nessuno le ascolta), le ragazze hanno
due ore per riposarsi. Poi ricominciano leriprese.”
Qualche giorno fa stavo bazzicando in rete alla ricerca di argomenti
interessanti da approfondire, quando mi imbatto in un link che parla di
un documentario svedese del 2000, Shocking Truth, che cerca di far luce
sui retroscena del cinema pornografico di medio-basso livello.
Devo ammettere che, all'inizio, l'ho inteso più come il solito
documentario perbenista e moralista sul fatto che la pornografia rovina
i giovani ecc ecc...poi mi sono informato meglio, perchè qualcosa non
quadrava, il documentario non si trova! E' stato addirittura visionato
dal parlamento europeo in sede di dibattito sulla libertà di
espressione ma ad oggi non si resce a rimediare una copia con facilità.
Però, dopo lunghe ricerche, ho trovato un blog che riporta alcuni spezzoni allucinanti tratti dalle interviste che la
regista Alexa Wolf fa alle giovani pornoattrici, produttori e operatori
del settore porno.
Quanti di noi, maschietti e femminucce in pari proporzione, non hanno
perso chissà quanti minuti davanti ad uno schermo per masturbarsi
accompagnandosi con le imamgini di qualche film porno?
Da quando, poi, la grande tecnologia della banda larga è venuta
incontro ai nostri istinti più bassi, abbiamo anche la possibilità di
accedere ad archivi sconfinati di materiale hard in pochi istanti e
spesso, vedere siti come youporn - pornhub- redtube ecc, possiamo
addirittura improvvisarci registi e caricare il nostro materiale
pornografico magari girato con la fidanzata, con la moglie o con una
prostituta pagata per l'occasione.
In effetti, gli assidui frequentatori di questo genere di siti tende a
non farsi mai una domanda che tanto sciocca non è: "ma è mai possibile
che ogni giorno, da anni, il web e non solo sia invaso da migliaia e
migliaia di ragazze, spesso belle e giovani, che fanno le cose più
tremende col sorriso sulla bocca, quelle porcherie così schifose che se
le proponessi alla tua fidanzata ti inchioderebbe il cazzo ad un asse
di legno?
Allora non è vero che le ragazze sono tutte così morigerate e pudiche,
se il mercato del porno è così ben fornito di super vacche disposte a
farsi montare da decine di maschi contemporaneamente!
Non è affatto così semplice... se andate su un qualunque sito porno
vedrete un continuo rinnovo del "cast" con ragazze sempre diverse e
sempre più porche..che spesso fanno 1 o 2 film poi spariscono..non si
sa più nulla di quelle persone...non si sa chi fossero, se hanno avuto
successo da altre parti, se sono morte...nulla!
Da dove arrivano, allora, queste attrici? Chi sono? Fanno questo lavoro per scelta?
Badate bene, non stiamo parlando dei film di Siffredi o del cinema
porno considerato di alto livello...ma stiamo parlando,appunto, di
quelle miriadi di produzioni, fatte per il web e per l'home video da
piccole case di produzione semi sconosciute, che occupano la maggior
parte del mercato hard.
E' sulla base di questa serie di interrogativi che la regista svedese
di Shocking Truth inizia una scrupolosa indagine nei set del porno
medio-basso, per intervistare e raccogliere informazioni su questo
esercito di ragazze che sembrano non desiderare altro nella vita che
essere sodomizzate e penetrate senza sentimento alcuno.
E le rivelazioni raccolte fanno apparire un mondo che fa gelare il sangue nelle vene.
Alla domanda: "chi sono queste ragazze e questi ragazzi?" un produttore di porno svedese risponde: "sono molto spesso delle vittime di vecchie violenze o di incesti nell'infanzia" e dopo una pausa aggiunge: " Certo, in queste condizioni, ci si può chiedere se scelgano questo lavoro liberamente".
E gli uomini?
Lo stesso produttore aggiunge: "Gli uomini non devono avere emozioni durante
le riprese. Non occorre, ad esempio, che attendano una risposta dalle
loro partner, che prestino attenzione alle loro reazioni. Se si
lasciano coinvolgere, allora non sono adatti a fare questo lavoro. In realtà, gli uomini devono potere agire come macchine.”
Si aprono prospettive un pò meno "divertenti" su questo mondo che
sembra tanto trasgressivo e libero, affascinante e attraente,
sopratutto per l'mmaginario maschile.
Le schifezze non finiscono qui, per far capire lo stato di alienazione
e disintegrazione della personalità di certe ragazze, basta riportare
questo episodio.
La regista si reca nel backstage di un set porno per intervistare alcune attrici:
<<Due ragazze intervistate tra due riprese, il viso pieno di sperma.
La prima, sorriso stereotipato, terribile, sguardo fisso, dice:
"So che sono una gran puttana. Ma non mi ricordo più quando è cominciato. "
La seconda:
"Forse... quando mi sono lasciata inculare dall'avvocato di mio padre. In realtà, non so più se era il suo avvocato o uno dei suoi colleghi. Avevo dodici anni. "
Tutto ciò viene detto con il sorriso a favore della cinepresa ed inserendo un dito ben curato in una passera depilata e perfettamente asciutta.>>
E se vogliamo dare il colpo di grazia, questo episodio risponde
perfettamente a tutti coloro che pensano il porno come una ripresa
senza particolari conseguenze fisiche e psicologiche.
Le ragazze sono solo puttane a cui piace essere prese con forza e, in realtà, si divertono a fare questo lavoro.
Dite?
Leggete un pò quest'altra intervista.
<<Sempre backstage. Ha 24 anni al massimo . Racconta la sua esperienza di ex-attrice porno e
scoppia in lacrime.
Parla di Cookie dicendo "lei", come se si trattasse di un corpo estraneo, come se non potesse raccontare in prima persona. Poiché Cookie è lei.
Cookie doveva girare una doppia penetrazione. Si è messa a pisciare sangue. È stato necessario tagliare. I produttori e gli altri attori hanno dato dei kleenex a Cookie perché si pulisse, dandole della stronza perché aveva fatto sprecare pellicola. Dopo cinque minuti di pausa, la ripresa è ricominciata e le hanno fatto finire la scena. È pagata per quello, no? Lo ha scelto lei.
Cookie dice ancora, sempre parlando di sè stessa in terza persona:
"Cookie aveva un'emorragia che richiedeva un ricovero di urgenza."
Cookie non è certamente la sola ad essere stata ricoverata dopo una ripresa.
Le storie saltano fuori.
Una ragazza condannata alla sedia a rotelle dopo una gang bang. Un'altra ha passato sei mesi all'ospedale.>>
E c'è molto altro ancora nel blog che ho letto...una visione del porno
che molti di noi non hanno minimamente considerato ma che, forse, è la
più veritiera e sconvolgente possibile.
Resterebbe da visionare il film documentario della Wolf, che non si
trova molto facilmente..anzi...non si trova proprio. Forse per la
pesantezza delle immagini ma anche perchè riporta minuziosamente
numeri, episodi e fatti di un mondo che tira tanto, ma tanto
pubblico...e venirne a conoscenza sarebbe meno "leggero" di continuare
a guardare questi pezzi di carne inpersonali che vengono oscenamente
riempiti per il nostro ludibrio.
Per concludere lascio l'ultimo pezzo tratto da questo documentario, uno
stralcio che dice tutto sui retroscena umani del fenomeno
pornografico...con l'invito a riflettere sulle prossime scelte per
attizzare il vostro autoerotismo.
<<Ripresa di un film porno . Una biondina piuttosto magra si fa sodomizzare senza riguardo da un tipaccio, quindi da un altro quindi da un terzo. I maschi fanno la coda senza alcuna umanità, cazzo in mano. Le lacrime le fanno colare il trucco. Difficile confondere le sue grida con grida di piacere. Tra il secondo ed il terzo tipo, che la scuote come un sacco, lei vacilla ed i suoi occhi si rovesciano. Stacco del montaggio. Sequenza seguente, nuova inculata, con in più tre mani ficcate nella sua vagina, che la frugano senza riguardo. Quando il suo partner si ritira, lei ha un mancamento. Una mano la raddrizza per una spalla e le piazza il viso sul cazzo. Deve succhiare, e ingoiare tutto.
Intervista backstage di questa ragazza. Le lacrime non sono ancora del tutto asciutte:
- D: Se uno sconosciuto ti mettesse il cazzo nella bocca per strada, ti disturberebbe?
- R: Perché, credete che io li conosca, gli uomini con cui ho appena girato? Non li avevo mai incontrati prima delle riprese. Quindi se uno sconosciuto venisse nella mia bocca, no, non mi disturberebbe.
E quindi un sorriso per la cinepresa, tanto più atroce in quanto si hanno ancora nella memoria le smorfie di dolore della scena precedente. E aggiunge: "Ma non dimenticate mai che a me piace. Adoro il sesso, sono una vera puttana e mi piace."
Davvero le piace essere sbattuta e sodomizzata da tutti questi bruti? O è solo la tesi ufficiale?
O peggio: non è che finisce per crederlo?
E che pensare di quelle che diranno che gli piace con cani o muli?
Dopo la schiavitù volontaria, ecco la tortura volontaria, ultimo orrore moderno.
Ancora backstage. Un'altra attrice *, anche lei con il viso bagnato di sperma.
- D: Di che cosa hai paura?
- R: Di diventare un animale. Io non sono più un essere umano. Mi sento come un animale.
Stessa domanda posta ad un'altra ragazza , mentre succhia un vibratore fluorescente.
Si toglie il vibratore dalla bocca, e di colpo il suo sguardo cambia. Spento. Fisso. Perso.
- D: Di che cosa hai paura?
- R: Di diventare nulla. Ed in seguito meno di nulla.>>
51 commenti
Shocking Truth, video online su youtube
Questo è il link della prima parte
http://www.youtube.com/watch?v=sb88Bn-FTRI
da qui si può risalire a tutti gli altri spezzoni. Se potete aiutarci a tradure un segmento, o conoscete qualcuno che può, mettetevi in contatto attraverso youtube. E' importante. Grazie.
trovato 2
trovato
abbasso il porno da due sodi
Vi sfido a trovare qualche video in cui i protagonisti, fanno sesso nella posizione del missionario.....
..........
Apriamo gli occhi
bel post
Per fortuna
Bisogna fare i doverosi distinguo, dunque: ho letto nel sito linkato una condanna del porno tout court, come se tutto il porno fosse stupro, che è come dire che tutto il sesso è violenza.
Per fortuna ci sono personalità come Ovidie Becht fino addirittura a Lars Von Trier (per non parlare degli indipendenti poco o per nulla noti) che producono materiale pornografico all'insegna della scelta, del rispetto, della libertà e del piacere della donna. Si tratta di porno in cui la donna rivendica il proprio diritto di godere liberamente del piacere voyeuristico ed esibizionistico del porno senza
sfruttamento o coercizione.
E, quando parliamo di mercificazione del corpo, ricordiamoci di condannare TUTTA la mercificazione: non capisco perché non si debba condannare la mercificazione del corpo delle operaie in fabbrica, il cui corpo viene usato nove ore al giorno come mero attrezzo del padrone, alla pari della disumanizzazione di certo porno.
Applausi grazie!
bellissimo post