Tag bertolaso02 Febbraio 2010
Anche gli idioti sanno che la guerra è un business. Se ne fanno a decine ogni anno in tutto il mondo, spesso per motivi talmente stupidi che difficilmente li crediamo capaci di scatenare effettivamente un conflitto. Come al solito, poi, è il civile disarmato a rimetterci, mentre pochi burattinai incassano il venduto del teatrino bellico, senza spartire con nessuno. Meccaniche trite e ritrite che sono diventate ormai leggibili e distinguibili da molti...si riempiono giornali, trasmissioni, blog, serate al bar e discussioni con amici trattando questo o quell'altro interesse del potente di turno nello scatenare guerre o guerriglie dilà dalle nostre floride mura. Eppure, oltre all'immobilismo generale davanti a questa ben lucida consapevolezza, c'è anche una profonda ignoranza riguardo gli introiti e i benefici di cui godono estese fette di "lavoratori" nel settore bellico, i quali si limitano a fare marketing senza indossare divisa o imbracciare fucile.
Siamo stati abituati a vivere in un paese in cui lo statalismo è un dono, non una conquista, quindi ci risulta difficile comprendere quando la gestione, di servizi e di beni, che necessitano di assoluto controllo da parte dello stato, diventano responsabilità e professione di un privato, generando disastri inimmaginabili! Qualche esempio...la scuola diventa sempre più simile ad una azienda (il dirigente scolastico succede al preside, per dirne una)la qualità cala e gli studenti non reagiscono. In diversi comuni, ditte private gestiscono i beni fondamentali (privatizzazione dell'acqua) i costi per bere e lavarsi si impennano ma c'è chi grida alla "concorrenza legitttima" con le municipalizzate. Di recente si annuncia l'imminente privatizzazione della Protezione Civile, palesando un futuro di "aiuti al miglior offerente", ma le massaie plaudono Bertolaso (probabile ed improbabile futuro ministro di boh, elevato ad eroe delle macerie dai media)....e via dicendo. Tutti rimaniamo immobili a guardare un lento e inesorabile dissanguamento delle competenze statali a beneficio di imprese sedicenti. Abbiamo definitivamente perduto quell'importantissimo principio che differenzia l'economia dal sociale: "lo stato protegge l'interesse collettivo con bilancio in pari, mentre l'impresa protegge gli interessi dei lavoratori con bilancio in positivo". Sono 2 realtà che possono coesistere...e anche bene, attraverso la debita suddivisione di aree di competenza. Questo ragionamento va completamente a rotoli se parliamo, ad esempio, di Difesa....e qui mi riallaccio al titolo del post.
Nella totale narcotizzazione pseudosolidale che abbiamo vissuto dopo la tragedia haitiana, è passata una legge che dovrebbe farci trasalire. Mentre eravamo impegnati a capire come mandare il nostro SMS salvacoscienza, ad un popolo straziato di cui non ci è mai fregato un emerito cazzo fino a ieri, La Russa & Friends inseriscono nella finanziaria una legge che prevede la cessione di una vastissima gamma di competense, fin'ora esclusive del ministero della difesa, ad una S.P.A. che si chiamerà Difesa Servizi S.P.A. Leggete l'articolo QUI per capire meglio di cosa si tratta.
Immaginate, ora, un panorama in cui il business della guerra (o di tutti gli eventi che comportano l'uso della forza) è ESCLUSIVA prerogativa di un organismo imprenditoriale piuttosto che di un sistema statale. L'imprenditore può agire con minori controlli rispetto allo stato (Difesa Servizi risponderà solo al ministero e non alla Corte dei Conti per quanto riguarda il bilancio), l'imprenditore ha come obbiettivo il profitto, e questo significa incrementare l'attività aziandale, il marketing, le vendite e tutte quelle azioni che favoriscono la crescita del mercato. La guerra si riduce (ancor più di quanto lo sia già ora) ad un mercato, nel senso strettamente economico del termine. E tutto ciò passa sotto il nostro naso, anche se puzza di merda lontano un miglio. Ci troveremo ad assistere ad improbabili azioni in chissà quale paese, guardando in tivvì fanterie che indossano mimetiche brandizzate Red Bull o Intel....gli sponsor! Ci troveremo davanti alla totale incapacità di "controllare i controllori" perchè il loro operato...è un informazione aziendale! Mi dispiace, non possiamo divulgarla!. Un primo passo verso la totalizzazione delle già note Agenzie di Sicurezza, come quelle delle Guardie Giurate nei grandi magazzini, alcove di casi umani prezzolati con pistola, gel e occhiali alla Matrix! Un primo passo per legalizzare gli interessi di pochi a discapito di molti...tutto perchè non abbiamo capito quanto sia grave questa "contaminazione" di aree di competenza.
Una sola cosa è "positva" in questo panorama. L'ipocrisia di coloro che dicevano "la guerra è necessaria per difendere la pace", va a farsi fottere e lascia spazio al disgustoso e lucido (e condiviso) "con la guerra ci facciamo i soldi in 3! HAHAHAHAH...vaffanculo sfigati ignoranti e conniventi!" Ma pare un pò poco in relazione ai frutti marci, che la privatizzazione della Difesa, ci darà! Non trovate?
07 Gennaio 2010
Ben ritrovati inutili, deformi, pervertiti e corrotti abitanti di Giovani. Iniziamo un prosperoso 2010 con una tripletta tutta per voi! A dimostrazione che sono un aracnide affettuoso e premuroso. Moriremo tutti...Oink!
Prima di tutto, mi preme aggiornarvi sulla questione "suina" che ha fatto tremare di fasulla paura il nostro stivale e non solo. Ma con tutta la roba che vi siete mangiati tra natale e befana, avrete dimenticato tutto. Insomma, c'era una volta un virus innocuo che si chiamava H1N1, il quale minacciava di decimare la popolazione mondiale a suon di starnuti e nasini colanti. Partì una colossale campagna di disinformazione e terrorismo psicologico al fine di far acquistare al popolino italico una vagonata di vaccini per proteggere i propri pupi e i propri cari dalla pandemia demoniaca. Bene, siccome non se ne parla più (che è meglio visto l'epilogo) vi dico un pò come è andata a finire. Tramite gara truccata, il governo italiano ha speso quasi 200milioni di euro per comprare oltre 20milioni di vaccini da una casa farmaceutica che si chiama Novartis, loschissima multinazionale svizzera, per poi utilizzarne poco meno di 1 ventesimo. Esatto, un ridicolo patetico ventesimo. Errore perdonabile direte voi...mah...nel 2004, con quell'altra cazzata dell'aviaria si è ripetuta la cantilena..."culpa lata dolo aequiparatur" oserei dire. Mi dispiace quasi non aver visto i morti accatastati per le strade con i monatti che si aggirano nefasti fra i vicoli bui, caricando sui carri i cadaveri moccolosi devastati dalla peste suina...almeno, per una sola volta, il denaro dei contribuenti sarebbe stato speso per un reale motivo. E vabbè...siamo sani, questo importa no? Magari la prossima volta non prendiamo per miele tutto il piscio che ci rifilano questi maiali...e poi dai...Topo Gigio cristo santo! Io ve lo avevo detto che era una cazzata...fai fare da testimonial ad una campagna preventiva un sorcio con i capelli da paggetto medievale, vestito sempre così da 50 anni? Non è credibile dai! La sodomia mediatica è davvero lo sport nazionale.
Passiamo ad altro.
Il treno dei desideri I più curiosi saranno già in possesso di questa informazione, ma io ci tengo a riportarla lo stesso..che non si sa mai. Come molti di voi avranno notato, quest'inverno l'Italia si è piegata al maltempo come una lurida puttana smessa si piega alle frustate del pappone. Qualche ditino di neve ed è la paralisi. Autostrade chiuse, treni bloccati, morti, esondazioni....un panorama apocalittico! Un anno fighissimo per Bertolaso ma un vero gatto ai coglioni per noi poveri mortali. Ebbene, in culo a tutti quelli che hanno giustificato la disarmante inefficienza delle infrastrutture italiane, c'è stato un treno che nei giorni di massima crisi ha viaggiato puntuale, caldo e sicuro scarrozzando da Bologna e Milano tutti gli abili scopritori di questo mezzo. Abili scopritori perchè in nessuna stazione era segnalato questo convoglio. Stiamo parlando del teutonico Eurocity, tenetevelo a mente perchè tornerà utile. A causa del mal celato monopolio dei servizi ferroviari italiani, gli operatori Trenitalia non sono tenuti a dare informazioni sulla "concorrenza" che, in questo caso, è proprio la Detusche Bahn (ferrovie tedesche) a cui appartiene il suddetto trenino. Le regole dell'economia sono chiare, in un panorama di liberalizzazione la concorrenza si combatte con i prezzi o con la qualità del servizio. Non si possono fare favoritismi. Ma siccome i prezzi e i servizi di Trenitalia sono buoni solo per ridere a tavola la domenica, io spargo la voce su questo treno invitando tutti i pendolari che vivono sopra la laida Bologna (cit) a tenerlo in considerazione per i propri spostamenti qual'ora cadessero altri 2 fiocchi nei prossimi giorni. Costa pochi euro in più per un servizio che funziona... E vi risparmiate scene come questa:
 Si! E' davvero un treno pieno di neve....e non era fermo per riparazioni...era appena arrivato al binario 1 della stazione di Reggio Emilia...la foto è stata scattata personalmente dal sottoscritto il 19 dicembre 2009 alle 11 del mattino circa. Arrotolateveli nel culo i soldi del biglietto ladri del cazzo. Ricordate, quindi, informatevi a modo sulle alternative al nostro disservizio nazionale. Il Generale Inverno è ancora in città!
Alla scoperta dell'arte vaginale - volume 2 Tempo addietro vi raccontai di una mostra di arte contemporanea che avevo visto a Monaco di Baviera...quelle cose assurde che non si sa mai se definirle geniali o merdacce da competizione. Perchè, alla fine, è proprio quello il grosso problema dell'arte contemporanea...non puoi prendere facilmente una posizione senza essere tacciato come contadino oscurantista, ignorante e conservatore...per dio, ci sono cose davvero carine...ma per altre...va beene va bene! Sono un contadino oscurantista ignorante e conservatore! Comunque, nello specifico, parlavo della presenza massiva della Figa in suddette rappresentazioni. L'allucinante video della ricostruzione dell'imene della Galindo sono sicuro che molti di voi non lo dimenticheranno mai e poi mai. Per i vostri occhietti critici e meschini, ho portato un paio di regalini direttamente dal Centre Pompidou di Parigi, Francia, Europa, Terra (vengo incontro a coloro che hanno difficoltà in geografia). Ebbene, il Pompidou è un museo meraviglioso...e lo dico senza sarcasmo. C'è un sacco di bella roba e me lo sono goduto per l'ennesima volta. Però, guardate un pò che fortuna, in questa visita mi sono beccato un paio di esposizioni davvero...hem...vaginali! Avviso i più sensibili che stò per mostrare donne nude, quindi correte a prendere i fazzolettini...(mesi di facebook riducono così, ne sono sicuro).
 Premetto che di queste opere non ricordo nè l'autrice (però sono sicuro fosse donna) nè il titolo...ero troppo assorto a guardare le tette. Comunque questa cosa quì sarebbe, per chi giustamente vede poco, una tipa nuda che fa l'hula hop con un cerchio di filo spinato sulla riva di un lago/mare. Il filmato va avanti un sacco e lei si ferisce moltissimo. Il personaggio che vedete sotto è un papà che allontana indignato il suo bambino in passeggino dopo essersi reso conto che quella li è proprio una tipa nuda che fa l'hula hop con un cerchio di filo spinato e si ferisce moltissimo. Non lo trovate profondamente espressivo?
Ma passiamo al prossimo allestimento.
 Alcune stanze dopo l'hula hop trovo quest'altra qui che se ne sta nuda nuda nudissima con un pollo tenuto per le zampe, in silenzio, immobile. Sembra, ad un primo sguardo, che l'animale le stia praticando un sapiente cunnilingus (leccata di figa definizione per i più eleganti) invece il povero pennuto si agita ogni tanto e cerca di divincolarsi ma senza grandi risultati. Mi auguro solo, per quella buon anima del pollo, che la vulva di questa artista fosse stata bene detersa...altrimenti valeva la pena fare 2 chiacchiere con Amadori.
Dunque, vi ho risparmiato altri video che ho potuto vedere come l'orgia fra uomini e galline di gomma, l'obesa nuda che si rotola su un cubo con video accelerato e la tipa che si spazzola i capelli in modo convulso. Lo so...sono troppo buono. Adesso spero solo che non mi arrivino commenti da qualche sedicente amante dell'arte contemporanea della serie: "sei osceno...questa è pura poesia bla bla bla, lei ha esposto un tampax usato su un babbuino strafatto di eroina a Berlino...è la nuova musa dell'arte, come osi bal bla bla"...e cose così. Non conosco le artiste ma le opere parlano da sole. Insomma...capisco che una donna nuda non è necessariamente pornografia e che queste cose sono libere espressioni che non fanno del male a nessuno, ben mi sta che siano prodotte ed esposte....ci mancherebbe! Ma davvero si può definire arte? Non sono un fondamentalista del classicismo e nemmeno un bigotto...me ne sbatto della figa, come del cazzo...è il senso che mi lascia basito. E' possibile provare qualcosa (e penso sia questo lo scopo di un opera d'arte) davanti a queste immagini? Io sono rimasto del tutto indifferente...e un pizzico impietosito a dire il vero. Se lo scopo è provocare con il nudo femminile...allora anche l'ultimo film di Jenna Jameson è da museo. Sarò un superficialotto...ma trovo più intelligeni altre forme di provocazione/arte. E trovo ancor più intelligenti tutte quelle donne che fanno arte senza ricorrere alla strumentalizzazione del proprio corpo...solo perchè l'arretratezza sociale, da tempo immemore, lo ha stupidamente consacrato a tempio profano e impuro. Mi sembra un pò troppo facile. Vi lascio, in oltre, la didascalia di un altra opera esposta al Pompidou, di una certa Elke Krystufek, che la figa ce l'ha proprio in testa.

"i see myself as a social pornographer and as an artist at the heart and helm of the system. My work is always strongly driven by art history and sexuality interest me as a social or asocial phenomenon". (per chi non leggesse bene dalla foto).
A presto.
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