Tag emo

16 Gennaio 2010

Dedicato a "Cosetta"

Me ne stavo a parlare con alcuni ragazzi in un locale, frateli minori di miei amci, riguardo a generi musicali e concerti, siccome loro si stanno avvicinando alle prime esperienze live, e l'argomento è caduto sull'emo, il genere musicale quello VERO, non gli stronzetti anneriti che circolano adesso.
Ad un tratto si intrufola nel discorso questa cosetta (non saprei come altro definirla), conciata più o meno così, probabilmente amica o morosina di uno dei ragazzotti con cui parlavo.
Rimane attenta e silenziosa ad ascoltare fin quando non pronuncio questa frase:
"se volete ascoltare un bel disco Emo, procuratevi Exile in Oblivion degli Strung Out...non quelle cacofonie lamentose e inconsistenti dei 30 Seconds to Mars!"
Non lo avessi mai detto!
Cosetta, la chiamerò così perchè non ricordo il nome, mi guarda indignata ed esplode in un raccapricciante: "Ma no, cioè, no....bestemmiaaaaaa!" Portandosi la mano ingioiellata alla bocca.
Inizia, così, un interminabile apologia del new emo..dei Tokio Hotel, dei 30 Seconds to Mars e robaccia varia che non sto a riportare altrimenti vi faccio venire la gonorrea.
E' vero, gli Strung Out non sono propriamente "emo" ma si avvicinano molto ai blasonati colleghi, come sonorità, e i testi sono di gran lunga migliori di quelli dei Tokio Hotel (anche l'Ave Maria è migliore a dire il vero), per non parlare degli arrangiamenti e della voce.
Insomma...il mio era un astuto tranello per traviare giovani menti e portarle all'ascolto di altre cose che non fossero made in MTV.
Cosetta è caduta miseramente in fallo quando se ne è uscita con la titanica guerra poser/emo, sparando una mitragliata di cazzate imparate sul formu dei Tokio Hotel, così vuote e ridicole che non hanno avuto presa nemmeno sui giovani maschietti che facevano finta di ascoltarla mentre le guardavano le tette...oscenamente esposte per essere i primi di gennaio...e ha segnato la sua Waterloo quando ha concluso con la seguente: "Guarda che l'emo è più che altro uno stile di vita! Non tanto una musica! NOI ascoltiamo quei gruppi perchè vogliamo le emozioni, ma è la dottrina emo a insegnarci come vivere. Perchè noi non stiamo bene sai? E non è bello che ci prendete in giro se non ci capite!"
Velleità espressive a parte...questa è stata la molla che ha scatenato in me la voglia di afferrare il suo esile collo e spezzarlo come avrebbe fatto un panda con un bambù.
Ma, siccome sono un signore, mi sono limitato ad un vaffanculo e me ne sono andato.
Però, non mi piace tacere davanti a queste cose quindi...a Cosetta, e a tutti gli altri/altre come lei, mi sento di dedicare questo post per far capire la colonna base del mio discorso che, malgrado fosse for dummies, non è riuscito ad attraversare la lacca che le ricopriva il cranio e quella spessa coltre di idiozie teleindotte che corrodevano la materia grigia poco sotto.

Partiamo dalle parole di Cosetta,"New emo come stile di vita...loro stanno male....NOI non li capiamo", e procediamo per semplice comparazione.

Cosetta cara...
questo signore qui a sinistra è un operaio saldatore che lavora in un paese che si chiama Severodvinsk, in Russia.
Si occupa di smantellare i sottomarini nucleari.
Lo fa a 30 gradi sotto zero (a marzo), con una paga mensile paragonabile a metà del tuo astuccio per la scuola, in mezzo a pericoli inimmaginabili, col rischio di beccarsi un tumore per le scarsissime condizioni di sicurezza e deve pure mantenere famiglia.
Lavora così dal 1982, quando tu eri solo un salto della quaglia finito bene!
Sa bene come viviamo noi qui, nel paese del sole e della pizza, la vede la tivvì, ma per quanto possa detestare la sua condizione, non si lamenta se non del metodo di lavoro.
Ecco, questo qui sì che dovrebbe diventare, e a buon diritto, un emo come lo intendi tu!
Lui ha tutti i motivi per tagliarsi, per disperarsi, per dire "non mi capite"!
Lui avrebbe una scusa valida per ciondolarsi su una sedia tutto il giorno e asciugarsi le lacrime dicendo: "la mia vita fa schifo!".
Perchè, in effetti, la sua vita fa veramente schifo!
Eppure, per quanto possa essere irrimediabilmente condannato a vivere il suo incubo, va avanti, si lamenta il giusto...sorride pure nell'intervista!!!
Sorriso ironico, certo, ma è un segno di forza.
A lui gliene sbatte un cazzo dei poser, dei TH et similia...e con la Bella di Twilight ci farebbe un proficuo scambio al mercato (in fondo, a chi interessa, che sia anche solo un benestante con un briciolo di sale in zucca, una puttanella piagnucolosa e remissiva, tuo ideale decantato per ben 10 minuti d'orologio?)
Chissà quante patate vale!
Insomma...questo è uno che sta male davvero!
E questo è innegabile!

Mentre questo, lo avrai già inquadrato Cosetta mia, è un emo di quelli che tu definisci "che non stanno bene, che soffrono".
Invece è solo un preadolescente benestante, rimpinzato di soldi e falsi problemi, convinto che la propria personalità inizi e finisca nell'appendiabiti del nuovo market per stereotipi cagati dallo showbiz e dalle mode teen.
Guardalo come si scatta la fotina semi sfocata (pure un fotografo di merda) impugnando una digitale un pò retrò, per immortalare il suo sguardo da manichino e i suoi capelli plasticosi, che c'è voluto un pomeriggio per farli e 22 bombolette di schiuma della sorella maggiore.
Guarda la casa calda e rifinita che gli fa da sfondo, l'abbigliamento perfettamente conforme, pulito e il fisichetto da manga giapponese!
Che motivi ha per stare male?
Ha preso un brutto voto a scuola?
Mamma e papà si sono separati?
E' morto il gatto?
Le "cosette" come te non lo cagano?
Ti sembrerà scontato e banale il mio paragone, Cosetta, ma se tu riflettessi un istante capiresti che, per noi privilegiati (e includo anche il sottoscritto), stare male è un lusso...non uno stile di vita!

Se mi avessi detto semplicemente che ti piace musica scadente per i miei standard...non mi sarei mai permesso di farti la morale.
Ognuno di noi è libero di attingere dalla fontana che più gli aggrada...non sia mai!
Il tempo e la volontà decideranno i risultati.
Ma se provi a raccontarmi la frottola che in un mondo dove tutto è d'oro c'è comunque chi può soffrire...beh, allora questo si chiama "parassitismo", non "stare male".
Ti ho fatto, volutamente, un paragone stiracchiato...ho preso 2 figure agli antipodi!
E so che saresti capace di appigliarti al fatto che forse l'operaio saldatore è, in relatà, un individuo poco raccomandabile, solo per non staccarti dalla tua realtà preconfezionata e facilmente digeribile.

Ma una cosa mi sento di dirti, Cosetta bella, aldilà di tutti i discorsoni e i predicozzi.
"Io ti capisco benissimo...e mi fai profondamente schifo!"

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