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13 Gennaio 2010

Siamo alle porte del futuro...ma non abbiamo le chiavi.

!Attenzione!
Questo è un post lungo. Non si parla di figa, di scarpe, di calcio o di Amici di Maria De Filippi.
Se ti senti inadeguato alla lettura e preferisci usare il cervello solo per non defecarti addosso, l'autore ha pensato anche a te!
Clicca qui e divertiti.




Parliamo spessissimo di Facebook, un fenomeno attualissimo e pandemico che ha incollato alla sedia milioni di utenti della rete, scombinando completamente la loro capacità di vivere e di pensare, richiamando, addirittura, l'attenzione di professionisti e medici per guarire dalla dipendenza, se così si può chiamare, che questo social network stà generando nei suoi iscritti.
Aldilà delle colossali boiate che si scrivono e si promuovono su Facebook, interessanti sono i risvolti economici e sociali che vengono a crearsi.
Ormai è noto a tutti il vero discrimine fra un social network a caso e il famoso portale di Zuckerberg...stiamo parlando della possibilità (e più che possibilità è vera e propria necessità al fine di rendere funzionale il proprio profilo) di iscriversi utilizzando i propri dati personali reali, i quali diventano facilmente accessibili a tutti gli iscritti del network ma, ancor di più, a coloro che lo gestiscono.
Questo schedarsi da soli, espressione che trovo perfettamente calzante, è più utile al marketing e al controllo ideologico e sociale che al reale appagamento dei bisogni dell'utente.
Insomma, Facebook diventa noiosetto dopo un pò...e anche se ci sono utenti fondamentalisti che morirebbero piuttosto che rinunciarvi per un pomeriggio, non si può certo dire che riserva sempre nuove sorprese.
Non a caso, gli utenti sono costretti a inventarsi continui giochini, cazzatucole, funzioni aggiuntive e quant'altro per movimentare un pò le lunghe permanenze sul sito che si riducono, spessimo, ad una riproduzione in larga scala del fenomeno paesano...traducendo...farsi un treno di cazzi altrui senza concludere nulla.
E' inquietante, ve lo concedo, l'utilizzo del termine suicidarsi per indicare la cancellazione del proprio profilo su Facebook, ma si sa anche che, ormai, le parole e la semantica devono fare i conti con la rete quindi non ci do tutto questo peso.
Per sintetizzare, Facebook è l'ennesimo esempio di come la stupidità e la superficialità unite al narcisismo e alla profonda mancanza di concretizzare qualcosa nella vita siano ancora i motori del mondo "civilizzato".
Panorama immondo ma non originale...e gli utenti sono sempre gli utenti...la realtà non si modifica...al massimo viene rallentata.

Discorso completamente diverso va riservato a Second Life, che da tempo sto tenendo d'occhio perchè non se ne parla più da anni...e quando capita spesso è perchè una cosa puzza!
I più aggiornati sapranno di cosa sto parlando ma, come è d'obbligo quando ci si rivolge a sconosciuti, faccio la cortesia di dare 2 o 3 informazioni generali.
Second Life nasce nel 2003 e fornisce la possibilità all'utente di creare un proprio avatar (termine derivante dal sanscrito, sinonimo di reincarnazione) tridimensionale e totalmente personalizzabile, che lo rappresenterà nel mondo virtuale di S.L. e gli darà la possibilità di interagire con gli altri avatar.
Il mondo e le ambientazioni proposte, come le azioni e le attività che si possono realizzare in questa "seconda vita", sono altrettanto customizzabili e spaventosamente fedeli alla realtà, quella vera.
Su Second Life si può lavorare (incassando anche denaro vero), si può fare shopping, mangiare svolgere tante attività di intrattenimento, comprare e costruire casa o addirittura sposarsi, il tutto con altri utenti..o melgio...con i loro avatar.
E' come un gigantesco, inesauribile ed articolatissimo The Sims, videogioco della EA lanciato nel 2000, che riscosse un successo immenso proprio grazie alla possibilità di vivere una seconda vita virtuale.
Dunque, la differenza fra Facebook e Second Life è sottile ma non impercettibile.
Facebook è una vetrina per pubblicizzare la propria persona fisica, con tutti i pro e i contro della questione (sì, si può mentire è vero! Ma se sono abbastanza interessato all'utente posso scoprire la verità).
Second Life, invece, è l'ambiente nel quale la persona fisica cessa di esistere per lasciare spazio alla reincarnazione virtuale, che ti permette di filtrare i pro scartando i contro.

Mi spiego meglio.
Se sei bruttino, sfigato, puzzi, soffri di aerofagia e ami scaccolarti i piedi mentre mangi, potrai tranquillamente mettere una foto di Gabriel Garko (questa non è casuale) a rappresentarti sul tuo profilo di Facebook, ma se un tuo amico/amica ti cerca e ti scopre, il gioco salta!
Mettiamo anche che sei così sfigato e rottame che non hai nemmeno un amico/amica nella realtà e vuoi trovarne su Facebook (se no cosa cazzo ci vai a fare), forse il gioco dura un pò di più, ma quando la bella Cristina (nome pro exempla), ansiosa di sciogliersi come una caramella sui tuoi fasulli bicipiti, ti invita a casa sua per una cenetta romantica...e beh...sono cazzi tuoi!
Non ti resta che fingerti Garko in qualche community scarsa come questa per masturbarti sulle foto delle tredicenni e, una volta costretto a rivelare la tua identità, defilarti con qualche patetica scusa e cambiare bersaglio...il tutto celato da un nikname dozzinale.
Second Life stravolge questo meccanismo perchè all'utente, salvo qualche caso, non gliene sbatte un cazzo di chi sei nella realtà.
Conta solamente il tuo avatar, quello che fa, come appare e quello che dice.
E' come se ci fosse un cervello che comanda un burattino virtuale, perfetto, conforme, piacevole, utilizzando il corpo reale, spesso non così piacevole, come periferica per vivere una vita alternativa.
Questo si che è appagare il desiderio dell'utente!
Con S.L., si bypassa la realtà per concretizzare una fantasia, un sogno.
Non a caso, gli utenti di questo social/virtual network sono ben attaccati al loro profilo, trovano costanti soddisfazioni grazie alla possibilità di realizzare "contatti" umani sempre nuovi e appaganti, in un mondo visibile, che muta secondo il proprio volere, in cui non esiste l'emarginazione, la bruttezza e la solitudine, in cui, insomma, i nodi non vengono mai al pettine!
E questo è il reale desiderio dell'utente medio...più che sapere cosa ha fatto Gino ieri sera.

E' ovvio, però, che si tratta di un miraggio e qui mi avvio verso il vero senso del post.

Siamo alle porte del futuro, ma non abbiamo le chiavi perchè l'utilizzo di mezzi come Second Life, Facebook e tutti quei riproduttori/modificatori di realtà che la rete ci propina e ci propinerà, non risolvono il problema di base: di carne siamo fatti e la vita è quella che sta oltre la scrivania col pc.
Sembra banalotto come ragionamento...ma è indiscutibilmente vero.
Ed è necessario tornare a rendersene conto prima di impazzire completamente e cominciare a credere, o meglio, aiutare a realizzare previsioni come questa.


Belle parole vero?
Prosumer, niente più copyright, informazione libera e dal basso...the power of the masses!
Beh, mi dispiace ma sono tutte cazzate.
Tralasciamo il fatto che i realizzatori del video siano degli spaventosi neo/nazi/massoni con l'unico scopo di promuovere un falso futuro di libertà al fine di controllare la rete e i suoi utenti, e concentriamoci sugli effetti che uno scenario come questo può causare.

Effetto 1: fenomeni di tal genere e levatura sono impensabili a livello globale per il semplice fatto che lo sviluppo, l'accesso ai mezzi e le risorse per farli funzionare non sono alla portata di tutti.
So che è costume diffuso credere che il mondo sia tutto come il nostro bel paesello ma non è così.
Quindi, in questo scenario, chi è escluso oggi dai mezzi di informazione o non possiede le teconologie necessarie sarà ancora più escluso domani, generando un divario fra popolazioni con risvolti poco rosei.

Effetto 2: i beneficiari di questo passaggio da realtà materiale a realtà virtuale non saranno certo gli utenti, bensì i così detti addetti ai lavori, quelli che vivono la realtà materiale per far funzionare il sogno virtuale.
Questo perchè l'utente è passivo quindi incapace di porre un controllo consapevole sul fenomeno che vive, lasciando spazio ad approfittatori, nuovi dittatori e sfruttamenti di inimmaginabile proporzione.

Effetto 3: se si addormentano le coscienze è davvero difficile sperare in un risveglio...lo vediamo già ora senza bisogno di Prometeus!
Si rischia fortemente di abboccare all'amo della facile risoluzione di un problema difficile per, poi, rimanerci fregati senza possibilità di fare un passo indietro e riesaminare la situazione.

Concludendo, non voglio sembrare un millenarista pazzo.
Sono perfettamente consapevole che si tratta, in gran parte, di mezzi e, in quanto tali, non sono da colpevolizzare.
Piuttosto è l'uso che se ne fa ad essere biasimabile e, ancora di più, le logiche che stanno dietro alle aspettative che abbiamo di questi mezzi.
Io sto scrivendo a voi, direttamente senza editori, controllori e quant'altro, utilizzo una tecnologia e un mezzo che erano impensabili 40 anni fa.
Sono cosciente dei rischi e degli effetti del mio comportamento perchè conosco il funzionamento di ciò che utilizzo e perchè non ho perso il mio contatto con la realtà.
Sono sempre più convinto che la libertà sia figlia del sapere e della consapevolezza di ciò che siamo.
Sono queste le chiavi che ci mancano per un corretto futuro, sapere e consapevolezza di noi.
Voglio continuare ad avere la libertà di usare il mio mezzo per comunicare e per condividere, senza annichilire il mio essere, con tutti quei pro e quei contro che si porta ditro, col rischio di diventare, ancora una volta, ingranaggio di una macchina di cui non so nulla, ma che mi fa sentire solo un pò meno caso umano.
Voglio avere la possibilità di staccare la spina e farmi una bella passeggiata...e magari sentirmi anche bruttino e sfigato!

 

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