Mi stavo masturbando leggendo i necrolo...hem...no questo è...un altro post.
Stavo sorseggiando un martini bianco con oliva (sapeva di culo in realtà) in un raffinato locale di provincia (un baretto di tagliagole sulla via Emilia) quando sento un rumore assordante provenire dalla strada, era come se un jet di linea fosse atterrato a pochi metri, accompagnato da un bagliore violetto (e violento) e sinistro.
Incuriosito mi sporgo dallo sgabello, per guardare oltre la vetrata davanti a me, e cercare di capire cosa diavolo sta provocando questo trambusto infernale!
Accostata al margine della carreggiata, col motore ancora acceso, c'è una cosa del genere:

che irradia l'interno del locale con una luce allo Xenon così forte da farti sentire in pieno rapimento alieno.
Dopo qualche sgasata del tutto inutile, il conducente spegne il motore (ridando pace a 2 dei miei sensi ormai martoriati) ed esce dall'abitacolo.
Si presenta più o meno così:

però vestito...non troppo, sia chiaro, ma vestito!
Dalla portiera del passeggero anteriore sguscia fuori un altro individuo, evidente progenie del finissimo gentleman qui sopra, il quali si presenta, a sua volta, all'incirca così:

senza sigaretta altrimenti papà lo pesta...ma i cuoricini, le scritte sexy e le stelline glitterate invece si, o almeno mi piace pensarlo!
Comunque, con passo altezzoso e squisitamente cadenzato, i due aborti fanno irruzione nel locale, popolato quasi esclusivamente da anziani intenti a buttare la pensione nei videopoker, e si profondono in una esplosività di "wè Antò!", "wè Francè", "cumm'và Mattè?" e via dicendo.
E dopo diversi "curnut' (cornuto)" e "mashcalzone (mascalzone)", rivolti ai baristi con ovvia bighelloneria goliardica, parte il vero succo del discorso che qui riporterò, semi-tradotto, perchè non sono abbastanza ferrato in dialetto napoletano per poter riportare il testo originale in modo efficace.
Chiamerò il papà Tricheco e il figlioletto Checca Isterica, mentre il barista sarà Barista.
Barista: "bella macchina che tieni Tricheco!"
Tricheco: "ehhhhhhhhhhhhh lo so! Quella non è una macchina...è un bolide!" (si gratta il cazzo compiaciuto)
Barista: "ma dove l'hai presa?"
Tricheco: "l'ho comprata usata a Rubiera (provincia di Reggio Emilia) l'ho pagata un niente!"
Barista: "ma era già che messa così?"
Tricheco: "nooooooo l'ho comprata normale e poi l'ho portata a preparare da mio cognato! Ho pagato solo i pezzi!"
Checca Isterica: "papà prendo una coca!"
Tricheco: "farfuglio incomprensiblie probabilmente riassumibile ad assenso"
Barista: "E bravo! E bravo! Ma costa farla così? Adesso voglio provarci con la mia 106"
Tricheco: "ehhhh una 15.000 euro, più o meno, ma mancano delle cose, tipo la tivvù e il frigo! E l'impianto stereo è solo da 1.000 Watt!"
Barista: " e quanto fa?"
Tricheco: "stamattina ho fatto Milano-Bologna in 40 minuti!"
Checca Isterica: "wè papà! Ma tien'u Razz!" (papà!, possiedi un razzo!)
Barista: "silenzio"
Cala il silenzio anche nel resto del locale.
Io, non riuscendo più a trattenere i conati di vomito, pago, mi alzo e me ne vado!
Tutto questo preambolo, serve per introdurre l'argomento madre!
Una delle pratiche più inutili, dannose, volgari e sfacciatamente burine del mondo!
Il Tuning!
Aldilà del fatto che Tricheco sia stato realmente in grado, o meno, di percorrere 219 chilometri in 40 minuti (circa 250 km/h costanti) con una carretta da concessionaria super truccata, la cosa più incredibilmente disgustosa è l'esigenza di possedere un veicolo, che è un misto tra una discoteca, una sala giochi e un razzo vettore della NASA, da utilizzare per le tratte urbane ed extraurbane più comuni e, nel migliore di casi, per portare la Tricheca e la Checca in fondo allo Scarpone per vedere nonna Santuzza a natale!
Oltre alla spesa folle che richiede un intervento di questo tipo, c'è da considerare l'impatto ambientale (non vanno a metano questi mostri) e il problema della sicurezza stradale che questi veicoli minano profondamente a discapito, spesso, di persone che del tuning gliene sbatte un cazzo e stanno solo cercando di tornare a casa dal lavoro!
Nella mia città, e non oso immaginare in realtà più grandi, il Tuning è fin troppo presente e mi sento di contestare le motivazioni che i cultori del genere adducono per legittimare questa pratica!
1) E' una passione
Solitamente, le passioni si definiscono tali quando appagano il proprio "io" creativo senza ledere gli altri!
Non quando si manifestano come esibizionismi pericolosi e provincialotti, degni solo di casi umani che sognagno il bolide da pimp my ride, ma in banca hanno poco più di 1000 euro al mese e devono sfamare 4 persone!
E questo vale per tutti e tutti gli abitanti di ogni regione!
Non azzardatevi a darmi del "superficiale", o peggio del "razzista", solo perchè nella vicenda cito i napoletani!
Ipocriti!
2) Sono belle da vedere

NO! NON E' VERO!
Fanno cagare!
Sono mostri di ferro del tutto inutili e inutilmente addobbati!
Puzzano, sono colorati come un porno in technicolor, non hanno alcun tipo di armonia visiva e ingombrano!
E questi sono i lati positivi!
3) Sono divertenti
Questa non l'ho mai capita!
Scopare è divertente!
Molestare le suore è divertente!
Giocare a pallone con gli amici è divertente (lo è! anche se io odio giocare a pallone!)!
Cosa c'è di divertente nello spendere migliaia di euro per trasformare una macchina in un luna park ambulante?
E' vero che non si possono monopolizzare le idee o le passioni.
E' vero che non è giusto imporre un rigore soggettivo sopra ogni cosa!
Ma se si fa del relativismo uno scudo per legittimare tutte le stronzate che partoriamo, allora non ha più senso vivere, parlare, pensare, scrivere o discutere!
Senza timori, quindi, do il mio giudizio riguardo al Tuning!
Sono convinto che questa pratica derivi da una sola cosa:

MICROPENE!